di: Riccardo Degni 19 Ottobre 2009
Nel mio precedente articolo intitolato Framework vs Script standalone, avevo elencato tutti i vantaggi che uno sviluppatore Javascript può trarre dall'uso e dal non uso di un particolare framework. Nello specifico, se è vero che tramite una libreria famosa e collaudata possiamo creare applicazioni di nuova generazione senza avere conoscenze profonde del linguaggio, è anche corretto affermare che non sempre riempire le pagine di kb per poche mansioni risulta essere una buona abitudine.
Ci sono davvero tanti esempi di ottimi script standalone che circolano in rete e che riescono a sostituire egregiamente la presenza di un framework quando la mansione è di dimensioni ordinarie: un esempio classico sono i plug-in di Michael Leigeber ( http://www.leigeber.com/): DropDown Menu, Table Sorter, Accordion, TinyBox e cosi via.
Tuttavia, realizzare molti script standalone potrebbe portare ad un inconveniente da non sottovalutare: l'impossibilità dell'interoperabilità degli stessi. È difficile infatti integrare nella stessa applicazione o nella stessa pagina script che utilizzano sintassi differenti, che ripetono le stesse operazioni o che, peggio ancora, moltiplicano il quantitativo di risorse da utilizzare da parte del browser.
Per questo motivo, è opportuno crearsi una propria metodologia di sviluppo che segua sempre le stesse regole e la stessa sintassi, e che faccia in modo che questa raccolta di script standalone possa essere integrata senza creare problemi: in questo modo, otterremo una piccola (nel nostro caso semplicissima) libreria Javascript personale.
Realizzare una libreria Javascript, per quanto semplice possa essere, richiede delle competenze piuttosto elevate da parte dello sviluppatore, prima tra tutte la buona conoscenza del linguaggio Javascript. Sono moltissimi infatti, i possibili problemi di incompatibilità che potrebbero presentarsi. Per ovviare a questo e ad altri problemi, e per fare in modo che le spiegazioni siano accessibili a tutti, negli esempi che mostrerò in questo articolo utilizzeremo i seguenti accorgimenti:
Fatte queste precisazioni, è il momento di passare ad analizzare le regole fondamentali da seguire quando ci accingiamo a realizzare una libreria personale.
La prima, fondamentale regola necessaria alla costruzione di una libreria personale, è assolutamente quella di utilizzare una sintassi ed uno schema di scrittura comune nel corso di tutto il progetto. Per capire meglio questo concetto, proviamo a pensare a due dei maggiori framework presenti in circolazione: jQuery e MooTools. Il primo utilizza una sintassi abbreviata e molto "compatta", mentre il secondo presenta getter e setter ben definiti:
// jQuery code
$('#myEl').attr('href');
$('#myEl').css('color', 'blue');
// MooTools code
$('myEl').getAttribute('href');
$('myEl').setStyle('color', 'blue');
Se si mischiassero questi modelli, si otterrebbe una API incomprensibile, sia da leggere che da utilizzare. È bene dunque porsi, prima di iniziare la fasi di scrittura, delle regole precise. Nel nostro caso, a scopo illustrativo, utilizzeremo una sintassi piuttosto estesa, che non bada a risparmiare kb.
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