Prima di addentrarci nell'universo delle nuove meccaniche, tecniche e logiche offerte dalla versione 1.2 di MooTools, è opportuno capire cosa è cambiato e cosa invece è rimasto intattto rispetto alla precedente major release.
Come accennato nei tutorial precedenti, tutto ciò che avete apprezzato con le versioni antecedenti è ancora saldamente disponibile, ma migliorato e potenziato sotto tutte le componenti. I maggiori ostacoli potrebbero essere rappresentati dai cambiamenti di alcuni namespace molto famosi, come quelli della classe Fx, o dalla variazione di alcuni argomenti necessari a classi e funzioni. Ma, come sottolineato da Valerio Proietti nell'intervista che ci ha rilasciato, sono state modifiche necessarie per rendere la struttura del framework ancora più solida ed elastica. Proprio nell'intervista ho rivolto a Valerio diverse domande riguardo alla compatibilità: nella sesta domanda, in seconda pagina, vengono elencate tutte le novità degne di nota della nuova versione, mentre nella domanda successiva in terza pagina troviamo i consigli ufficiali per migrare alla 1.2.
Tra questi ultimi troviamo il file compatibility.js che può essere incluso in aggiunta a MooTools. Esso garantisce una media retro-compatibilità con parecchie funzionalità delle versioni precedenti: selezionando l'opzione Include Compatibility with previous versions nella pagina del download il file in questione verrà automaticamente aggiunto.
Vi ricordo di visitare la nuova documentazione ufficiale prima di passare all'analisi dei cambiamenti. Essa offre uno strumento molto potente per comprendere al meglio le meccaniche del framework: ogni classe o metodo è riportato con relativi parametri, opzioni, valori restituiti e brevi esempi di funzionamento.
Come ho accennato qualche riga sopra, alcuni namespace sono stati modificati. Le classi Fx.Base, Fx.Style ed Fx.Styles sono diventate rispettivamente Fx, Fx.Tween ed Fx.Morph.
Le classi XHR, Ajax e JSON.Remote sono ora Request, Request.HTML e Request.JSON.
L'oggetto window che permetteva di scoprire il tipo di browser utilizzato è stato sostituito dal ben più potente Hash Browser, che contiene tutte le informazioni relative non soltanto al nome del browser, ma anche al tipo di versione, al sistema operativo ed alle possibili features (XPath ad esempio).
I file "core" necessari al corretto funzionamento di tutto il framework sono ora degli oggetti di tipo Native ed ereditano alcuni metodi importantissimi come implement e alias.
Oltre alle molte funzioni core (contrassegnate dal simbolo "$" iniziale) presenti nelle precedenti versioni, ora ne abbiamo disposizione di nuove molto utili.
Tra queste troviamo:
$arguments, che permette di creare una funzione che restituisce l'argomento presente all'indice specificato;$lambda crea una funzione vuota che restituisce il valore passato come parametro;$splat converte tutti gli argomenti passati in un Array;$time restituisce il timestamp corrente;$try, come indica il nome, tenta di eseguire tutte le funzioni passate come argomento restituendo il valore della prima funzione andata a buon fine.Prossimamente vedremo come utilizzare queste nuove funzioni in applicazioni reali.
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