Il 5 agosto scorso sul sito del W3C è stato reso pubblico il primo Working Draft di XHTML 2.0. Si tratta, ovviamente, del primo stadio del processo che in genere porta al rilascio della specifica ufficiale di un linguaggio: come tale va preso. Molte cose potranno cambiare, alcuni aspetti non sono ancora chiari, altri non sono neppure allo stato di bozza. Nonostante tutto, è interessante dare uno sguardo alle principali novità di quello che un giorno potrebbe diventare il linguaggio standard per la produzione di pagine web. La direzione pare infatti abbastanza definita e alcuni punti fermi sono senz'altro degni di attenzione.
XHTML 2.0 va sempre più acquisendo una struttura modulare. Non un linguaggio omnicomprensivo e valido per tutti gli usi, ma un insieme di moduli basati anche su altre specifiche e linguaggi XML da caricare secondo le necessità con il meccanismo dei namespace XML. È il caso, ad esempio, di forms e frames. La definizione di questi elementi è ora contenuta in due specifiche del W3C, XForms e XFrames rispettivamente. Relativamente a quest'ultima, le promesse del W3C sembrano davvero interessanti. A giudicare dal primo Working Draft molti dei problemi che hanno talvolta sconsigliato o reso complicato l'uso di questo elemento, dovrebbero finalmente trovare una soluzione: bookmark più semplici ed efficaci, supporto per i motori di ricerca, migliore gestione del refresh delle pagine. Staremo a vedere.
Se c'è un aspetto di questo Working Draft che pare assodato e non suscettibile di cambiamenti è che XHTML 2.0 sarà sempre più un linguaggio destinato a definire solo e soltanto la struttura di un documento, abbandonando definitivamente l'uso del markup per realizzare la presentazione della pagina. Vediamo rapidamente le principali novità.
Un tempo usavamo <h1>: forse diremo così ai nostri nipotini. I tag di titolazione (<h1>....<h6>) sono stati da sempre usati per definire le varie sezioni e sottosezioni di un documento. A ben vedere, però, essi non indicano esplicitamente l'inizio di una particolare sezione. Semplicemente definiscono un tipo particolare di formattazione del testo che ci fa capire che in quel punto inizia una parte di un documento. XHTML 2.0 non considera (ancora) deprecati i tag <hn>, ma introduce due nuovi elementi atti a definire in maniera precisa le sezioni del nostro documento. Il primo è <section>, semplice elemento contenitore. Il secondo è un generico elemento che definisce il titolo della sezione: <h>.
Quanto la mancanza in HTML di un elemento come <section> sia forte la potete notare dando un'occhiata al codice di molte pagine che vi capita di visitare: ogni tanto trovate delle righe commentate con indicazioni tipo:"Inizio barra menu" o "Inizio contenuto principale". I web-designer più avveduti usano tali indicazioni proprio per definire le sezioni e in mancanza di un meccanismo esplicito nel linguaggio che usano. Ecco come potrebbe presentarsi, rispetto al passato, un tipico documento XHTML:
<html>
<head><title>Sezioni</title></head>
<body>
<section>
<h>Sezioni in XHTML 2.0</h>
<p>blah blah blah.....</p>
<section>
<h>Addio H1</h>
<p>blah blah blah.....</p>
</section>
</section>
</body>
</html>
È ovvio che ogni sezione potrà avere il suo ID o la sua classe, in modo da definirne gli stili con l'uso dei CSS.
Passiamo ora a descrivere il nuovo elemento <nl> e alla gestione di immagini, oggetti e link.
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